La Polonia, Paese membro dell’Unione Europea dal 2004, è un ambiente molto interessante per gli imprenditori italiani, soprattutto grazie alla presenza delle ZES (Zone Economiche Speciali).
Esse, in numero di 14, sono state istituite con la Legge del 20 ottobre 1994 e successive modifiche, e sono delle aree non abitate per una superficie complessiva di circa 15.000 ettari, destinate all’esercizio di attività economiche a condizioni speciali.
Gli imprenditori che vi insediano la loro attività godono di importanti benefici fiscali.
Essendo state istituite prima dell’ingresso della Polonia nella UE sono state oggetto di particolari negoziati con l’Unione in riferimento alla Concorrenza e agli aiuti di Stato.
C’è una durata temporale limitata: salvo proroghe, tutte le ZES saranno attive fino al 31 dicembre 2026.
Le zone, come detto, sono quattordici: da nord a sud, Slupsk, Sopot, Suwalki, Olszlyn, Kostrzyn, Legnica, Lodz, Kamienna Gora, Walbrzych, Starachowice, Tarnobrzeg, Katowice, Mielec, Krakow.
I maggiori vantaggi per coloro che decidono di investire nelle ZES sono l’ambiente economico e politico stabile, le agevolazioni sotto forma di incentivi statali, bassi costi di produzione, bassi costi di distribuzione ed accesso nei mercati europei.
Per beneficiare degli incentivi fiscali, gli imprenditori devono però rispettare alcune condizioni: investimento minimo di 100.000 euro, durata minima 5 anni (3 anni per le PMI) e i posti di lavoro creati devono essere mantenuti per almeno 5 anni.